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Materia: LABORATORIO 4 DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Classe/Partizione: C2A
ID Attività Didattica: 2119
Docente: MOCCIA CARLO
Esami: Visualizza Elenco degli Appelli
PeriodoA1 (CICLO ANNUALE)
Inizio lezionilunedì 03 ottobre 2016
Fine lezionivenerdì 30 giugno 2017
SegmentoDocenteSSDTipoCFUOreTAFFrequenza
Composizione e progettazione urbana MOCCIA CARLO ICAR/14 LEZ 6 48 Affine/Integrativa Libera
MOCCIA CARLO
Legenda
SEGMENTO:
Tutte le unità didattiche sono composte da almeno un segmento
TIPO:
LEZ - lezione, ESE - esercitazione, LAB - laboratorio

Orario di Ricevimento

GiornoOra inizioOra fineLuogo
Lunedì 09:30 13:00Studio docente
Note:

Obiettivi Formativi:

Il progetto didattico del Laboratorio di Progettazione Architettonica 4° ha come centro di interesse la Città nelle sue relazioni interscalari. Sua finalità è condurre lo studente alla maturazione di una conoscenza delle teorie che indagano i fenomeni urbani alle diverse scale, da quella territoriale a quella tipo-morfologica, fornendo strumenti interpretativi del fenomeno urbano e metodi d’intervento nei contesti urbani incentrati sulla teoria italiana del progetto della città.
Fondamentali a tale iter formativo sono le nozioni di ‘Città’, intesa come palinsesto degli eventi storico-fisici prodottisi nel corso della sua storia e di ‘Unità architettura-città’, definitasi attraverso il rapporto tra i tipi edilizi e le forme urbane. Nozioni, queste, necessarie a comprendere l’identità dei luoghi, come anche le discrasie provocate dai fenomeni ad essi diacronici o ‘disorganici’.
Ambito d’interesse è lo studio delle relazioni insediative che danno forma alle Città costiere nel bacino del Mediterraneo. Si tratta di un tema che trova in Puglia una propria peculiare declinazione, connotando l’identità degli insediamenti dal periodo arcaico sino alla prima metà del Novecento.
Caratteristica costante degli insediamenti è il rapporto di significatività che le forme urbane stabiliscono con l’orografia del Paesaggio costiero e con la “linea d’acqua”. La relazione che le forme delle città stabiliscono con la geografia fisica è stata riconosciuta dalla cultura italiana del progetto urbano, come ragione fondante dell’identità e della bellezza delle ‘Citta italiane’. A queste teorie della forma urbana intendiamo riallacciarci per fondare la ricerca sulla grammatica di costruzione della città mediterranea contemporanea.
Oggetto di studio e di applicazione è la Città di Taranto. Essa costituisce un “caso” di grande interesse per il rapporto che la forma urbana instaura con i bacini d’acqua, sui bordi dei quali si costruisce. Questo rapporto ha rivestito valore fondante in tutta l’esperienza di costruzione della Città e di esso bisogna elaborare la versione attuale, confrontandosi con la complessità delle parti di cui è costituita la città contemporanea. La “scala” delle relazioni che le parti urbane stabiliranno tra loro dovrà corrispondere alla dimensione dello spazio che connota la corografia dei “mari interni”. Il Mare Grande e il Mare Piccolo saranno i luoghi della rappresentazione dell’anima della città, il suo Theatrum Mundi.

Contenuti del Corso:

Il Laboratorio 4° di Progettazione Architettonica è articolato in due insegnamenti, fra loro complementari: Composizione architettonica 4A e Progettazione architettonica 4B. Tema comune ai due insegnamenti è lo spazio urbano inteso come struttura determinata e caratterizzata dall’insieme delle relazioni territoriali-paesaggistiche e tipo-morfologiche.
Gli ambiti formativi sono quello teorico-critico e quello applicativo.
Il primo (condotto attraverso lezioni in forma congiunta ai due insegnamenti) ha come centro la storia della città quale campo d’analisi dei fenomeni fisici e dei conseguenti “parametri” compositivi che l’hanno attraversata e identificata nel tempo.
I principali temi affrontati sono:
- la forma della città come espressione dei processi insediativi;
- la sua struttura come esito del palinsesto determinato dal rapporto fra permanenze e mutazioni;
- la nozione di organismo urbano;
- i tipi edilizi e i loro caratteri costruttivi-espressivi;
- la loro evoluzione linguistica;
- i fenomeni della crisi strutturale e “lessicale” che attraversano la condizione odierna.
Questi temi saranno affrontati attraverso l’adozione di alcuni casi studio, ossia di progetti ritenuti esemplari del modus operandi proprio della disciplina del Progetto Urbano, nella sua escursione storica. Inoltre, questi temi saranno indagati anche nel loro rapporto con la contemporaneità, inteso quale luogo specifico entro cui esercitare l’esperienza critico-progettuale.
La seconda parte dell’attività dei laboratori è incentrata sull’esercizio progettuale. Essa è finalizzata a sviluppare le capacità dello studente nei confronti dei problemi progettuali e compositivi della città alle diverse scale. Per far ciò egli è chiamato ad operare una sinesi logico-critica del quadro teorico offerto nel corso delle comunicazioni ex-catedra.
I luoghi operativi sono gli atelier, i seminari interni ai singoli insegnamenti e i workshop periodici condotti a laboratori congiunti.
Il modus operandi adottato è il procedimento interscalare proprio del Progetto Urbano, capace di intersecare criticamente lo studio dell’impianto con la definizione dei tipi edilizi e degli spazi di relazione attraverso il trasversale utilizzo di strumenti tecnico-grafici di natura sia bidimensionale che tridimensionale; questo procedimento si basa su un circuito di riferimenti teorici criticamente riconfigurati dallo studente in seguito alle lezioni teoriche espresse dalla docenza nel corso delle lezioni e degli iter seminariali.
Il corso, di durata annuale, è organizzato in quattro periodi.
Il primo -relativo all'attività teorica- comprende il primo quadrimestre.
Il secondo -intersecando il periodo finale delle lezioni teoriche con quello degli atelier- comprende il bimestre propedeutico al progetto. A questa fase corrispondono le attività concernenti l’analisi urbana operata attraverso: sopralluoghi, rilievo di alcune parti delle aree di intervento, ricerca storico-cartografica.
Il terzo periodo -comprendente l’intero secondo semestre- è dedicato allo sviluppo del progetto. Durante questa fase, una serie di revisioni collegiali hanno funzione di confronto e verifica del generale andamento del Laboratorio.
A chiudere il corso è un workshop intra-moenia, dedicato alla sintesi complessiva e alla stesura finale del progetto.

Testi di Riferimento:

Storia critica:
FRAMPTON, K., 1982: Storia dell’architettura moderna, Bologna: Zanichelli
GIEDION, S., 1954: Spazio tempo e architettura, lo sviluppo di una nuova tradizione, Milano: Hoepli
PANOFSKY, E., 1973: La prospettiva come “forma simbolica”, Milano: Feltrinelli
PORTOGHESI, P., 1980: Dopo l’architettura moderna, Bari: Laterza
RELLA, F. (a cura di): 1989: Forme e pensiero del moderno, Milano: Feltrinelli
TAFURI, M., 1980: Teoria e storia dell’architettura, Bari: Laterza

Teorie e tecniche della composizione:
ARÌS, C. M., 1994: Le variazioni dell’identità, Torino: CittàStudi editore.
ARÌS, C. M., 2007: La cèntina e l’arco. Pensiero, teoria, progetto in architettura, Milano: Christian Marinotti Edizioni s.r.l.
GRASSI, G., 1967: La costruzione logica dell'architettura, Padova: Marsilio editore
GREGOTTI, V., 1993: Il territorio dell'architettura, Milano: Feltrinelli, 4ª ed.
GREGOTTI, V., 2004: L'architettura del realismo critico, Bari: Laterza
MOCCIA, C., 2015: Realismo e astrazione. Firenze: Aión Edizioni (collana Theoria)
MOCCIA, C., 2014: Le Forme del Vuoto, in La Parte elementare della Città, a cura di R. Neri, Siracusa: Letterventidue edizioni
MONESTIROLI, A., 1979: L'architettura della realtà, Milano: Clup
MONESTIROLI, A., 1997: Temi urbani, Milano: Unicopli
MURATORI, S., 1966: Civiltà e territorio, Roma: Centro Studi
PURINI, F., 1981: Luogo e progetto, Roma: Editrice Kappa
PURINI, F., 2000: Comporre l’architettura, Bari: Laterza
RENNA, A., 1980: L’illusione e i cristalli, Roma: Clear
ROSSI, A., 1966: L’architettura della città, Padova: Marsilio Editori
ROSSI, A., 2012: 1956-1972, Scritti scelti sull'architettura e la città, a cura di R. Bonicalzi, Milano: CLUP
ROWE, C., KOETTER, F., 1978: Collage City, MIT Press, Cambridge – Massachusets, Milano 1981: Il Saggiatore
SCHRÖDER, U., 2015: I due elementi dell´edificazione dello spazio, Firenze: Aión (collana Theoria)
UNGERS, O. M., 1982: City Metaphors, Köln: Verlag der Buchhandlung Walther König

Requisiti:

Come stabilito dal Regolamento Didattico, per la frequenza del Laboratorio 4° è necessario aver sostenuto le propedeuticità annesse ai precedenti laboratori di progettazione architettonica; ovvero, è necessario aver maturato gli strumenti teorici e metodologici del progetto architettonico alle diverse scale.



Materia: LABORATORIO 4 DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Classe/Partizione: C2A
ID Attività Didattica: 2119
Docente: MOCCIA CARLO
Esami: Visualizza Elenco degli Appelli
PeriodoA1 (CICLO ANNUALE)
Inizio lezionilunedì 03 ottobre 2016
Fine lezionivenerdì 30 giugno 2017
SegmentoDocenteSSDTipoCFUOreTAFFrequenza
Composizione e progettazione urbana MOCCIA CARLO ICAR/14 LEZ 6 48 Affine/Integrativa Libera
MOCCIA CARLO
Legenda
SEGMENTO:
Tutte le unità didattiche sono composte da almeno un segmento
TIPO:
LEZ - lezione, ESE - esercitazione, LAB - laboratorio

Orario di Ricevimento

GiornoOra inizioOra fineLuogo
Lunedì 09:30 13:00Studio docente
Note:

Obiettivi Formativi:

Il progetto didattico del Laboratorio di Progettazione Architettonica 4° ha come centro di interesse la Città nelle sue relazioni interscalari. Sua finalità è condurre lo studente alla maturazione di una conoscenza delle teorie che indagano i fenomeni urbani alle diverse scale, da quella territoriale a quella tipo-morfologica, fornendo strumenti interpretativi del fenomeno urbano e metodi d’intervento nei contesti urbani incentrati sulla teoria italiana del progetto della città.
Fondamentali a tale iter formativo sono le nozioni di ‘Città’, intesa come palinsesto degli eventi storico-fisici prodottisi nel corso della sua storia e di ‘Unità architettura-città’, definitasi attraverso il rapporto tra i tipi edilizi e le forme urbane. Nozioni, queste, necessarie a comprendere l’identità dei luoghi, come anche le discrasie provocate dai fenomeni ad essi diacronici o ‘disorganici’.
Ambito d’interesse è lo studio delle relazioni insediative che danno forma alle Città costiere nel bacino del Mediterraneo. Si tratta di un tema che trova in Puglia una propria peculiare declinazione, connotando l’identità degli insediamenti dal periodo arcaico sino alla prima metà del Novecento.
Caratteristica costante degli insediamenti è il rapporto di significatività che le forme urbane stabiliscono con l’orografia del Paesaggio costiero e con la “linea d’acqua”. La relazione che le forme delle città stabiliscono con la geografia fisica è stata riconosciuta dalla cultura italiana del progetto urbano, come ragione fondante dell’identità e della bellezza delle ‘Citta italiane’. A queste teorie della forma urbana intendiamo riallacciarci per fondare la ricerca sulla grammatica di costruzione della città mediterranea contemporanea.
Oggetto di studio e di applicazione è la Città di Taranto. Essa costituisce un “caso” di grande interesse per il rapporto che la forma urbana instaura con i bacini d’acqua, sui bordi dei quali si costruisce. Questo rapporto ha rivestito valore fondante in tutta l’esperienza di costruzione della Città e di esso bisogna elaborare la versione attuale, confrontandosi con la complessità delle parti di cui è costituita la città contemporanea. La “scala” delle relazioni che le parti urbane stabiliranno tra loro dovrà corrispondere alla dimensione dello spazio che connota la corografia dei “mari interni”. Il Mare Grande e il Mare Piccolo saranno i luoghi della rappresentazione dell’anima della città, il suo Theatrum Mundi.

Contenuti del Corso:

Il Laboratorio 4° di Progettazione Architettonica è articolato in due insegnamenti, fra loro complementari: Composizione architettonica 4A e Progettazione architettonica 4B. Tema comune ai due insegnamenti è lo spazio urbano inteso come struttura determinata e caratterizzata dall’insieme delle relazioni territoriali-paesaggistiche e tipo-morfologiche.
Gli ambiti formativi sono quello teorico-critico e quello applicativo.
Il primo (condotto attraverso lezioni in forma congiunta ai due insegnamenti) ha come centro la storia della città quale campo d’analisi dei fenomeni fisici e dei conseguenti “parametri” compositivi che l’hanno attraversata e identificata nel tempo.
I principali temi affrontati sono:
- la forma della città come espressione dei processi insediativi;
- la sua struttura come esito del palinsesto determinato dal rapporto fra permanenze e mutazioni;
- la nozione di organismo urbano;
- i tipi edilizi e i loro caratteri costruttivi-espressivi;
- la loro evoluzione linguistica;
- i fenomeni della crisi strutturale e “lessicale” che attraversano la condizione odierna.
Questi temi saranno affrontati attraverso l’adozione di alcuni casi studio, ossia di progetti ritenuti esemplari del modus operandi proprio della disciplina del Progetto Urbano, nella sua escursione storica. Inoltre, questi temi saranno indagati anche nel loro rapporto con la contemporaneità, inteso quale luogo specifico entro cui esercitare l’esperienza critico-progettuale.
La seconda parte dell’attività dei laboratori è incentrata sull’esercizio progettuale. Essa è finalizzata a sviluppare le capacità dello studente nei confronti dei problemi progettuali e compositivi della città alle diverse scale. Per far ciò egli è chiamato ad operare una sinesi logico-critica del quadro teorico offerto nel corso delle comunicazioni ex-catedra.
I luoghi operativi sono gli atelier, i seminari interni ai singoli insegnamenti e i workshop periodici condotti a laboratori congiunti.
Il modus operandi adottato è il procedimento interscalare proprio del Progetto Urbano, capace di intersecare criticamente lo studio dell’impianto con la definizione dei tipi edilizi e degli spazi di relazione attraverso il trasversale utilizzo di strumenti tecnico-grafici di natura sia bidimensionale che tridimensionale; questo procedimento si basa su un circuito di riferimenti teorici criticamente riconfigurati dallo studente in seguito alle lezioni teoriche espresse dalla docenza nel corso delle lezioni e degli iter seminariali.
Il corso, di durata annuale, è organizzato in quattro periodi.
Il primo -relativo all'attività teorica- comprende il primo quadrimestre.
Il secondo -intersecando il periodo finale delle lezioni teoriche con quello degli atelier- comprende il bimestre propedeutico al progetto. A questa fase corrispondono le attività concernenti l’analisi urbana operata attraverso: sopralluoghi, rilievo di alcune parti delle aree di intervento, ricerca storico-cartografica.
Il terzo periodo -comprendente l’intero secondo semestre- è dedicato allo sviluppo del progetto. Durante questa fase, una serie di revisioni collegiali hanno funzione di confronto e verifica del generale andamento del Laboratorio.
A chiudere il corso è un workshop intra-moenia, dedicato alla sintesi complessiva e alla stesura finale del progetto.

Testi di Riferimento:

Storia critica:
FRAMPTON, K., 1982: Storia dell’architettura moderna, Bologna: Zanichelli
GIEDION, S., 1954: Spazio tempo e architettura, lo sviluppo di una nuova tradizione, Milano: Hoepli
PANOFSKY, E., 1973: La prospettiva come “forma simbolica”, Milano: Feltrinelli
PORTOGHESI, P., 1980: Dopo l’architettura moderna, Bari: Laterza
RELLA, F. (a cura di): 1989: Forme e pensiero del moderno, Milano: Feltrinelli
TAFURI, M., 1980: Teoria e storia dell’architettura, Bari: Laterza

Teorie e tecniche della composizione:
ARÌS, C. M., 1994: Le variazioni dell’identità, Torino: CittàStudi editore.
ARÌS, C. M., 2007: La cèntina e l’arco. Pensiero, teoria, progetto in architettura, Milano: Christian Marinotti Edizioni s.r.l.
GRASSI, G., 1967: La costruzione logica dell'architettura, Padova: Marsilio editore
GREGOTTI, V., 1993: Il territorio dell'architettura, Milano: Feltrinelli, 4ª ed.
GREGOTTI, V., 2004: L'architettura del realismo critico, Bari: Laterza
MOCCIA, C., 2015: Realismo e astrazione. Firenze: Aión Edizioni (collana Theoria)
MOCCIA, C., 2014: Le Forme del Vuoto, in La Parte elementare della Città, a cura di R. Neri, Siracusa: Letterventidue edizioni
MONESTIROLI, A., 1979: L'architettura della realtà, Milano: Clup
MONESTIROLI, A., 1997: Temi urbani, Milano: Unicopli
MURATORI, S., 1966: Civiltà e territorio, Roma: Centro Studi
PURINI, F., 1981: Luogo e progetto, Roma: Editrice Kappa
PURINI, F., 2000: Comporre l’architettura, Bari: Laterza
RENNA, A., 1980: L’illusione e i cristalli, Roma: Clear
ROSSI, A., 1966: L’architettura della città, Padova: Marsilio Editori
ROSSI, A., 2012: 1956-1972, Scritti scelti sull'architettura e la città, a cura di R. Bonicalzi, Milano: CLUP
ROWE, C., KOETTER, F., 1978: Collage City, MIT Press, Cambridge – Massachusets, Milano 1981: Il Saggiatore
SCHRÖDER, U., 2015: I due elementi dell´edificazione dello spazio, Firenze: Aión (collana Theoria)
UNGERS, O. M., 1982: City Metaphors, Köln: Verlag der Buchhandlung Walther König

Requisiti:

Come stabilito dal Regolamento Didattico, per la frequenza del Laboratorio 4° è necessario aver sostenuto le propedeuticità annesse ai precedenti laboratori di progettazione architettonica; ovvero, è necessario aver maturato gli strumenti teorici e metodologici del progetto architettonico alle diverse scale.



Materia: LABORATORIO 4 DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Classe/Partizione: C2B
ID Attività Didattica: 2119
Docente: IEVA MATTEO
Esami: Visualizza Elenco degli Appelli
PeriodoA1 (CICLO ANNUALE)
Inizio lezionilunedì 03 ottobre 2016
Fine lezionivenerdì 30 giugno 2017
SegmentoDocenteSSDTipoCFUOreTAFFrequenza
Composizione e progettazione urbana IEVA MATTEO ICAR/14 LEZ 6 48 Affine/Integrativa Libera
RIONDINO ANTONIO VITO
Legenda
SEGMENTO:
Tutte le unità didattiche sono composte da almeno un segmento
TIPO:
LEZ - lezione, ESE - esercitazione, LAB - laboratorio

Orario di Ricevimento

GiornoOra inizioOra fineLuogo
Mercoledì 10:00 14:00Bari - Plesso di Architettura, III piano
Note: Si prega di concordare preventivamente, tramite email, l'ora dell'appuntamento

Obiettivi Formativi:

1. Obiettivi formativi
In progetto didattico del Laboratorio di Progettazione Architettonica 4° ha come centro di interesse, la Città letta nelle sue relazioni interscalari. Sua specifica finalità è di condurre lo studente alla piena maturazione degli aspetti teorici e metodologici concernenti i fenomeni urbani alle diverse scale, da quella territoriale a quella tipo-morfologico / spaziale, fornendo percorsi conoscitivi e strumenti operativi incentrati su una cultura del progetto avente come quadro critico di riferimento il rapporto Storia/Progetto, e come suo campo operativo, quello della sintesi analisi/riformulazione critica.
Iter formativo ne è l’insieme delle nozioni riguardanti: la Città, come palinsesto degli eventi storico-fisici prodottisi nel corso della sua storia; quello dello stretto rapporto tipo-morfologico connaturante la diverse strutture e forme; quello degli esiti espressivi inverati nei caratteri edilizi e spaziali. Nozioni, destinate a comprendere l’identità dei luoghi, come anche le discrasie provocate dai fenomeni ad essi diacronici e disorganici, facendoli oggetto specifico della sperimentazione progettuale avente come obiettivo ultimo, quello di una loro “riconversione critica” all’interno dei codici identitari delle Città di riferimento.
Campo generale di applicazione è la Città costiera del bacino Mediterraneo; tema che trova in Puglia una propria peculiarità storico/architettonico/paesaggistica trasmessa dagli insediamenti che dal periodo arcaico arrivano alle recenti pianificazioni operate nel corso del Ventennio.
Di esso, tema specifico di studio è la città di Taranto, scelta non solo per la straordinaria ricchezza della sua storia, quanto dall’urgenza delle sue problematiche ambientali e insediative; le stesse, date a comporre il quadro di riflessione analitico-progettuale avente come centro, il rapporto Città / ambiti naturali relativi soprattutto, ai bordi urbano-marittimi affaccianti lungo il bacino del Mar Piccolo; bordi, questi, da decenni compromessi da fenomeni insediativi ed infrastrutturali incoerenti rispetto all’originario processo formativo e che rendono, oggi più che mai, rilevanti, questioni disciplinari e tecniche destinate ad ampliare il quadro e le scale di riferimento, declinandole in una nuova “misura di riqualificazione”, quale quella mirata al recupero critico dell’inestricabile rapporto città / territorio.

Contenuti del Corso:

3. Contenuti del corso
Il Laboratorio 4° di Progettazione Architettonica e Urbana è articolato in due insegnamenti fra loro complementari: Insegnamento di Composizione architettonica 4A (12 CFU) e Insegnamento di Progettazione architettonica 4B (6+6 CFU).
Tema comune ai due laboratori è lo spazio urbano inteso come struttura determinata e caratterizzata dall’insieme delle relazioni, territoriali-paesaggistiche e tipo-morfologiche.
Ambiti formativi ne sono, quello teorico-critico e quello applicativo.
Quello teorico-critico (condotto attraverso lezioni in forma congiunta ai due insegnamenti) ha come centro, la Storia della Città quale campo d’analisi dei fenomeni fisici e dei conseguenti “parametri” compositivi che l’hanno attraversata e identificata nel tempo.
Principali luoghi tematici, sono:
- la forma della Città come espressione dei processi insediativi;
- la nozione di organismo urbano;
- i tipi edilizi e i loro caratteri costruttivi-espressivi;
- la loro evoluzione linguistica;
- i fenomeni della crisi strutturale e “lessicale” che attraversano la condizione odierna.
Temi che, affrontati attraverso alcuni progetti ritenuti esemplari dei modus operandi, propri del Progetto Urbano nella sua escursione storica, si concentrano sul dibattito contemporaneo quale luogo specifico entro cui esercitare l’esperienza critico-progettuale.

La seconda parte dell’attività dei laboratori è quella incentrata sull’esercizio progettuale. Luoghi operativi ne sono gli atelier e seminari interni ai singoli insegnamenti, oltre ai workshop periodici condotti a laboratori congiunti.
Oggetto generale è la definizione di un masterplan del bordo interno al Mar Piccolo di Taranto composto da luoghi strategici, a loro volta destinati a formare i singoli approfondimenti progettuali in un disegno d’insieme che, coerente al suo interno, diventi espressione critica di una possibile ri-organicità urbano-paesaggistica.
Premessa necessaria di ogni singolo intervento, è di intendere la “parte urbana” interessata, come “compiuta”, ovvero, come compendio dei principali fenomeni urbanologici scaturiti dall’integrazione critica dei sistemi tipo-morfologico-spaziali alle diverse scale e relazioni.
Di essa, tema specifico è quello del rapporto Città/Mare, espresso attraverso le relazioni: territorio/forme naturali - forme insediative/tipi edilizi, abitativi e specialistici, a loro volta destinati a sostanziarsi nel riuso dei grandi complessi dell’architettura militare e industriale, in quelli di una diversa integrazione delle attuali infrastrutture, fino al riammagliamento dei quartieri periferici.
Modus operandi è il procedimento interscalare proprio del Progetto Urbano, dato a intersecare, criticamente, lo studio dell’impianto con la definizione dei tipi edilizi e gli spazi di relazione attraverso il trasversale utilizzo di strumenti tecnico-grafici di natura sia bidimensionale che tridimensionale.

Il corso, di durata annuale, è organizzato in due periodi.
Il primo -relativo all'attività teorica- comprende il primo quadrimestre.
Il secondo -intersecando il periodo finale delle lezioni teoriche con quello degli atelier- comprende il bimestre propedeutico al progetto. A questa fase corrispondono le attività concernenti l’analisi urbana, operata attraverso sopralluoghi, rilievo di alcune parti delle aree di intervento, ricerca storico-cartografica.
Il terzo periodo -comprendente l’intero secondo semestre- è dedicato allo sviluppo del progetto. Durante questa fase, una serie di revisioni collegiali hanno funzione di confronto e verifica del generale andamento del Laboratorio.
A chiudere il corso è un workshop intra-moenia, dedicato alla sintesi complessiva e alla stesura finale del progetto.

Testi di Riferimento:

6.Testi di riferimento
Storia critica:
TAFURI, M., 1980: Teoria e storia dell’architettura, Bari, Laterza
FRAMPTON, K., 1982: Storia dell’architettura moderna, Bologna: Zanichelli
GIEDION, S., 1954: Spazio tempo e architettura, lo sviluppo di una nuova tradizione, Milano: Hoepli
PORTOGHESI, P., 1980: Dopo l’architettura moderna, Bari: Laterza
RELLA, F. (a cura di): 1989: Forme e pensiero del moderno, Milano: Feltrinelli
SEVERINO, E., 2003: Tecnica e architettura, Milano: Raffaello Cortina
PANOFSKY, E., 1973: La prospettiva come “forma simbolica”, Milano: Feltrinelli

Teorie e tecniche della composizione:
CANIGGIA, G. MAFFEI, G.L., 1984: Il progetto nell’edilizia di base, Venezia: Marsilio editore
GRASSI, G., 1967: La costruzione logica dell'architettura, Padova: Marsilio editore
GREGOTTI, V., 1993: Il territorio dell'architettura, Milano: Feltrinelli, 4ª ed.
GREGOTTI, V., 2004: L'architettura del realismo critico, Bari: Laterza
MONESTIROLI, A., 1979: L'architettura della realtà, Milano: Clup
MURATORI, S., 1966: Civiltà e territorio, Roma: Centro Studi
PURINI, F., 1981: Luogo e progetto, Roma: Editrice Kappa
PURINI, F., 2000: Comporre l’architettura, Bari, Laterza
QUARONI, L., 1996: Il progetto per la città. Dieci lezioni, Roma: Ed.Kappa
ROSSI, A., 1966: L’architettura della città, Padova: Marsilio Editori
ROSSI, A., 2012: 1956-1972, Scritti scelti sull'architettura e la città, a cura di R. Bonicalzi, Milano: CLUP
ROWE, C., KOETTER, F., 1978: Collage City, MIT Press, Cambridge – Massachusets ; Milano 1981: Il Saggiatore
STRAPPA, G., 2014: L’architettura come processo. Il mondo plastico murario in divenire, Milano: Franco Angeli

Requisiti:

2. Prerequisiti Come stabilito dal Regolamento Didattico, condizione necessaria per la frequenza del Laboratorio 4° è di aver sostenuto le propedeuticità annesse ai precedenti laboratori di progettazione architettonica; ovvero, di aver maturato gli strumenti teorici e metodologici del progetto architettonico alle diverse scale, per riconfigurarli ora, in una procedura compositiva destinata a fare del progetto urbano (disciplina specifica del 4° anno) il luogo della loro massima sintesi.



Materia: LABORATORIO 4 DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Classe/Partizione: C2B
ID Attività Didattica: 2119
Docente: RIONDINO ANTONIO VITO
Esami: Visualizza Elenco degli Appelli
PeriodoA1 (CICLO ANNUALE)
Inizio lezionilunedì 03 ottobre 2016
Fine lezionivenerdì 30 giugno 2017
SegmentoDocenteSSDTipoCFUOreTAFFrequenza
Composizione e progettazione urbana IEVA MATTEO ICAR/14 LEZ 6 48 Affine/Integrativa Libera
RIONDINO ANTONIO VITO
Legenda
SEGMENTO:
Tutte le unità didattiche sono composte da almeno un segmento
TIPO:
LEZ - lezione, ESE - esercitazione, LAB - laboratorio

Orario di Ricevimento

GiornoOra inizioOra fineLuogo
Mercoledì 10:00 13:00DICAR Politecnico di Bari
Note: Delucidazioni in merito alle tematiche del corso; approfondimenti relativi alla bibliografia; informazioni varie.

Obiettivi Formativi:

1. Obiettivi formativi
In progetto didattico del Laboratorio di Progettazione Architettonica 4° ha come centro di interesse, la Città letta nelle sue relazioni interscalari. Sua specifica finalità è di condurre lo studente alla piena maturazione degli aspetti teorici e metodologici concernenti i fenomeni urbani alle diverse scale, da quella territoriale a quella tipo-morfologico / spaziale, fornendo percorsi conoscitivi e strumenti operativi incentrati su una cultura del progetto avente come quadro critico di riferimento il rapporto Storia/Progetto, e come suo campo operativo, quello della sintesi analisi/riformulazione critica.
Iter formativo ne è l’insieme delle nozioni riguardanti: la Città, come palinsesto degli eventi storico-fisici prodottisi nel corso della sua storia; quello dello stretto rapporto tipo-morfologico connaturante la diverse strutture e forme; quello degli esiti espressivi inverati nei caratteri edilizi e spaziali. Nozioni, destinate a comprendere l’identità dei luoghi, come anche le discrasie provocate dai fenomeni ad essi diacronici e disorganici, facendoli oggetto specifico della sperimentazione progettuale avente come obiettivo ultimo, quello di una loro “riconversione critica” all’interno dei codici identitari delle Città di riferimento.
Campo generale di applicazione è la Città costiera del bacino Mediterraneo; tema che trova in Puglia una propria peculiarità storico/architettonico/paesaggistica trasmessa dagli insediamenti che dal periodo arcaico arrivano alle recenti pianificazioni operate nel corso del Ventennio.
Di esso, tema specifico di studio è la città di Taranto, scelta non solo per la straordinaria ricchezza della sua storia, quanto dall’urgenza delle sue problematiche ambientali e insediative; le stesse, date a comporre il quadro di riflessione analitico-progettuale avente come centro, il rapporto Città / ambiti naturali relativi soprattutto, ai bordi urbano-marittimi affaccianti lungo il bacino del Mar Piccolo; bordi, questi, da decenni compromessi da fenomeni insediativi ed infrastrutturali incoerenti rispetto all’originario processo formativo e che rendono, oggi più che mai, rilevanti, questioni disciplinari e tecniche destinate ad ampliare il quadro e le scale di riferimento, declinandole in una nuova “misura di riqualificazione”, quale quella mirata al recupero critico dell’inestricabile rapporto città / territorio.

Contenuti del Corso:

3. Contenuti del corso
Il Laboratorio 4° di Progettazione Architettonica e Urbana è articolato in due insegnamenti fra loro complementari: Insegnamento di Composizione architettonica 4A (12 CFU) e Insegnamento di Progettazione architettonica 4B (6+6 CFU).
Tema comune ai due laboratori è lo spazio urbano inteso come struttura determinata e caratterizzata dall’insieme delle relazioni, territoriali-paesaggistiche e tipo-morfologiche.
Ambiti formativi ne sono, quello teorico-critico e quello applicativo.
Quello teorico-critico (condotto attraverso lezioni in forma congiunta ai due insegnamenti) ha come centro, la Storia della Città quale campo d’analisi dei fenomeni fisici e dei conseguenti “parametri” compositivi che l’hanno attraversata e identificata nel tempo.
Principali luoghi tematici, sono:
- la forma della Città come espressione dei processi insediativi;
- la nozione di organismo urbano;
- i tipi edilizi e i loro caratteri costruttivi-espressivi;
- la loro evoluzione linguistica;
- i fenomeni della crisi strutturale e “lessicale” che attraversano la condizione odierna.
Temi che, affrontati attraverso alcuni progetti ritenuti esemplari dei modus operandi, propri del Progetto Urbano nella sua escursione storica, si concentrano sul dibattito contemporaneo quale luogo specifico entro cui esercitare l’esperienza critico-progettuale.

La seconda parte dell’attività dei laboratori è quella incentrata sull’esercizio progettuale. Luoghi operativi ne sono gli atelier e seminari interni ai singoli insegnamenti, oltre ai workshop periodici condotti a laboratori congiunti.
Oggetto generale è la definizione di un masterplan del bordo interno al Mar Piccolo di Taranto composto da luoghi strategici, a loro volta destinati a formare i singoli approfondimenti progettuali in un disegno d’insieme che, coerente al suo interno, diventi espressione critica di una possibile ri-organicità urbano-paesaggistica.
Premessa necessaria di ogni singolo intervento, è di intendere la “parte urbana” interessata, come “compiuta”, ovvero, come compendio dei principali fenomeni urbanologici scaturiti dall’integrazione critica dei sistemi tipo-morfologico-spaziali alle diverse scale e relazioni.
Di essa, tema specifico è quello del rapporto Città/Mare, espresso attraverso le relazioni: territorio/forme naturali - forme insediative/tipi edilizi, abitativi e specialistici, a loro volta destinati a sostanziarsi nel riuso dei grandi complessi dell’architettura militare e industriale, in quelli di una diversa integrazione delle attuali infrastrutture, fino al riammagliamento dei quartieri periferici.
Modus operandi è il procedimento interscalare proprio del Progetto Urbano, dato a intersecare, criticamente, lo studio dell’impianto con la definizione dei tipi edilizi e gli spazi di relazione attraverso il trasversale utilizzo di strumenti tecnico-grafici di natura sia bidimensionale che tridimensionale.

Il corso, di durata annuale, è organizzato in due periodi.
Il primo -relativo all'attività teorica- comprende il primo quadrimestre.
Il secondo -intersecando il periodo finale delle lezioni teoriche con quello degli atelier- comprende il bimestre propedeutico al progetto. A questa fase corrispondono le attività concernenti l’analisi urbana, operata attraverso sopralluoghi, rilievo di alcune parti delle aree di intervento, ricerca storico-cartografica.
Il terzo periodo -comprendente l’intero secondo semestre- è dedicato allo sviluppo del progetto. Durante questa fase, una serie di revisioni collegiali hanno funzione di confronto e verifica del generale andamento del Laboratorio.
A chiudere il corso è un workshop intra-moenia, dedicato alla sintesi complessiva e alla stesura finale del progetto.

Testi di Riferimento:

6.Testi di riferimento
Storia critica:
TAFURI, M., 1980: Teoria e storia dell’architettura, Bari, Laterza
FRAMPTON, K., 1982: Storia dell’architettura moderna, Bologna: Zanichelli
GIEDION, S., 1954: Spazio tempo e architettura, lo sviluppo di una nuova tradizione, Milano: Hoepli
PORTOGHESI, P., 1980: Dopo l’architettura moderna, Bari: Laterza
RELLA, F. (a cura di): 1989: Forme e pensiero del moderno, Milano: Feltrinelli
SEVERINO, E., 2003: Tecnica e architettura, Milano: Raffaello Cortina
PANOFSKY, E., 1973: La prospettiva come “forma simbolica”, Milano: Feltrinelli

Teorie e tecniche della composizione:
CANIGGIA, G. MAFFEI, G.L., 1984: Il progetto nell’edilizia di base, Venezia: Marsilio editore
GRASSI, G., 1967: La costruzione logica dell'architettura, Padova: Marsilio editore
GREGOTTI, V., 1993: Il territorio dell'architettura, Milano: Feltrinelli, 4ª ed.
GREGOTTI, V., 2004: L'architettura del realismo critico, Bari: Laterza
MONESTIROLI, A., 1979: L'architettura della realtà, Milano: Clup
MURATORI, S., 1966: Civiltà e territorio, Roma: Centro Studi
PURINI, F., 1981: Luogo e progetto, Roma: Editrice Kappa
PURINI, F., 2000: Comporre l’architettura, Bari, Laterza
QUARONI, L., 1996: Il progetto per la città. Dieci lezioni, Roma: Ed.Kappa
ROSSI, A., 1966: L’architettura della città, Padova: Marsilio Editori
ROSSI, A., 2012: 1956-1972, Scritti scelti sull'architettura e la città, a cura di R. Bonicalzi, Milano: CLUP
ROWE, C., KOETTER, F., 1978: Collage City, MIT Press, Cambridge – Massachusets ; Milano 1981: Il Saggiatore
STRAPPA, G., 2014: L’architettura come processo. Il mondo plastico murario in divenire, Milano: Franco Angeli

Requisiti:

2. Prerequisiti Come stabilito dal Regolamento Didattico, condizione necessaria per la frequenza del Laboratorio 4° è di aver sostenuto le propedeuticità annesse ai precedenti laboratori di progettazione architettonica; ovvero, di aver maturato gli strumenti teorici e metodologici del progetto architettonico alle diverse scale, per riconfigurarli ora, in una procedura compositiva destinata a fare del progetto urbano (disciplina specifica del 4° anno) il luogo della loro massima sintesi.